Emma Cline, Le ragazze, Einaudi, 2016 – recensione, Unalettrice.org

La trama (ma non la svelo)

Le ragazze, di Emma Cline, racconta una storia che tutti noi conosciamo. Non ce ne rendiamo subito conto perchè in realtà è un romanzo che, pur raccontando un fatto di cronaca che sconvolse l’America nel 1969, e in seguito arrivò come un’onda in Europa e in occidente, ne parla in modo obliquo, attraverso il ricordo di una delle protagoniste, ormai cresciuta e della sua visione della vita di allora, quando era poco più che adolescente. I fatti sono famosi e macabri: hanno influenzato la musica, il cinema, hanno dato una nuova sfumatura efferata alle comuni hippy della fine degli anni 60, non più solo ragazze e ragazzi con lunghi capelli sciolti, jeans a zampa e magliette che suonano una chitarra intorno al fuoco, sballati dagli acidi e dalle canne, intenti a fare sesso promiscuo.  “L’amore poteva venire da ogni direzione. Cosí da non restare delusi se non ne veniva abbastanza dalla direzione sperata.” scrive la Cline a pagina 92. Non più una comune allargata come la Famiglia, dedita alla fratellanza reciproca, all’amore libero, ma tossicodipendenti paranoici e violenti che arrivano a commettere un omicidio.

Le ragazze però si focalizza di più sul punto di vista di un’adolescente, sulle sue insicurezze, sul desiderio di essere accettata dal gruppo, l’attrazione ambigua l’una per l’altra, i comportamenti dai confini sfumati, la voglia di trasgressione e la voglia di amore, amore, amore a tutti i costi.

La citazione

Povera Sasha. Povere ragazze.Il mondo le rimpinza di promesse sull’amore. Quanto ne hanno bisogno, quanto poco ne otterrà la maggior parte di loro. Le canzoni zuccherose, i vestiti descritti nei cataloghi di moda con parole come “tramonto” e “Parigi”. Poi gli strappa via i sogni con una violenza micidiale: la mano che slaccia a forza i bottoni dei jeans, il tipo che sull’autobus grida contro la propria ragazza senza che nessuno gli dica niente. Il dolore per Sasha mi strinse alla gola.

Le ragazze, Emma Cline, Einaudi, 2016.

 La scrittura

Emma Cline ha 23 anni, questo è il suo primo romanzo e scrive in modo originale. In particolare mi hanno colpito sia l’uso della punteggiatura (ci sono virgole e punti in posti così strani che mi hanno dato l’idea di una ragazza che trattiene il fiato e poi si lascia andare a un lungo fiume di parole), sia  il continuo ricorso a metafore e similitudini.

Le ragazze. “Fluide e incuranti come squali che tagliano l’acqua.”

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Pendolante ha detto:

    Lo avevo visto in libreria e mi aveva attratto la copertina.

    Mi piace

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