I fratelli Ashkenazi, Israel J.Singer

Oggi ho aperto una pagina a caso del libro i fratelli Ashkenazi di Israel Singer e…

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Il 3 febbraio, alle 8.40 del mattino, in piedi, di fronte alla mia libreria a parete, ho aperto, a caso, senza nessun rito propiziatorio, solo mettendo i pollici sulla costa del libro e distanziando le mani, una pagina del libro I fratelli Ashkenazi di Israel Singer e ho letto ad alta voce:

Naturalmente avrebbe potuto scontare i pagherò dei giovani Huntze. Qualsiasi uomo d’affari, qualsiasi strozzino di Lodz sarebbe stato ben lieto di acchiapparli. Ma era proprio questo il punto: nessuno doveva venire a sapere di quei prestiti e mettere in circolazione la firma di quei giovanotti, a Lodz, era fuori questione.

I servigi di Simcha Myer non consistevano semplicemente nel fornire il denaro, ma nel fornirlo segretamente.Inoltre se si disfaceva di quei pagherò tanto valeva rinunciasse addirittura alla sua impresa.

Consegnò quei primi ventimila rubli, di cui gli Hunzte avevano così urgente bisogno, in gran parte per coprire i loro debiti di gioco, il giorno stesso della sua visita.

“Sehr nett!” esclamarono, quando si presentò con il denaro “così ci piace!”

Pochi giorni dopo mandarono di nuovo a chiamarlo, poiché gli era venuto in mente che ora potevano mandarla avanti lor stessi, quella faccenda dell’acquisto del titolo nobiliare per il padre. Poco importava che fosse il padre a spendere direttamente il denaro o fossero loro a spendere in anticipo sulla loro eredità, tanto usciva sempre dalla stessa tasca. Era passata appena una settimana dal loro primo incontro con Simcha Meyer e già avevano parlato al governatore di Piotrkov, e di lì a poco quest’ultimo partì per Pietroburgo col portafoglio rigonfio di persuasivi argomenti da presentare ai funzionari di corte.

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La trama. La prefazione dell’edizione Bollati Boringhieri che possiedo  l’ha scritta Claudio Magris ed è bella quasi come il libro “Per oltre settecento pagine, Singer – cantore yiddish del giudaismo dell’Europa orientale – inscena un sabba di rivalità e competizione tra i due fratelli, che crescono e si fanno strada nel mondo, diventando sempre più ricchi e – come si aspettava il padre – irrimediabilmente estranei alla tradizione avita. Sullo sfondo, lo sviluppo caotico della città di Lodz, in cui la vicenda è ambientata, le lotte operaie, la rivoluzione d’Ottobre e i moti antisemiti. Scritto nel 1936, il romanzo è un bilancio impietoso dell’ascesa della borghesia ebraica nel primo Novecento. Ma è anche un vaticinio sulla sorte che di lì a poco si sarebbe abbattuta sull’ebraismo di quelle terre”.

I temi. La pagina 267 parla del lavoro di Simcha Meyer, uno dei due fratelli protagonisti del romanzo, uomo molto intelligente che preferisce dedicare la sua vita agli affari invece che alla spiritualità come avrebbe voluto il padre, rabbino. Mentre nel libro  La Valle dell’Eden, di Steinbeck (di cui scrivevo qui) il centro della storia sono proprio i fratelli, il mito di Caino e Abele, nei I Fratelli Ashkenazi non è interessante tanto per le vicende dei due fratelli, gemelli dal temperamento opposto in competizione fin dall’infanzia, ma perchè è una testimonianza di un mondo che grazie al contributo degli ebrei dell’epoca cambiò e prosperò.  Il libro racconta del progressivo radicamento degli ebrei polacchi in una società che da un lato beneficia della loro intraprendenza e laboriosità negli affari e dall’altro non cessa di discriminarli, perchè “un ebreo rimane prima di tutto un ebreo”.

I luoghi. Israel Singer, autore dei Fratelli Ashkenazi, è il fratello dello scrittore premio Nobel Isaac Singer. Isaac  ha scritto, in mia opinione, una delle storie d’amore più belle e più strazianti di tutti i tempi (Shosha ne ho parlato qui) ma Isreal è maestro nelle descrizioni del ghetto. Parte del libro è ambientata nel ghetto di Lodz tra case  sovrappopolate, botteghe e sinagoghe, lungo strade percorse ogni giorno da rabbini, talmudisti, artigiani, commercianti, operai, massaie, sovversivi, uomini e donne di ogni età e di ogni ceto sociale.

I fratelli Ashkenazi, Unalettrice.org

Speranza. Il libro si conclude con quelle condizioni che porteranno da lì a poco all’avvento del nazismo e della Shoah ma il libro si conclude anche con  una presa di coscienza, da parte di Simcha Meyer, della vera ricchezza della vita e con una nota di speranza.

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(AIUTO. Se siete arrivati a leggere fino qui siete i miei eroi.Grazie! Approfitto di voi cuori buoni per farvi una domanda. Se lo sapete potreste dirmi come si toglie la compressione automatica delle immagini su WordPress? La foto della copertina del libro è in alta risoluzione – l’ho fatta appoggiando il libro sul pavimento di casa come al solito!-  ma WP comprime in automatico del  90% l’immagine e quindi la risoluzione è molto bassa e non si legge la citazione in prima di copertina e non so come disabilitare questa funzione. Mi aiutate per favore? )

3 Comments Add yours

  1. giomag59 ha detto:

    Innanzitutto grazie del bel riassunto, che mi ha incuriosito sul libro e mi spingerà a leggerlo… sulla compressione purtroppo non so come aiutarti… 😦

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    1. Una lettrice ha detto:

      grazie a te per il sostegno! 😉 Buona lettura e poi fammi sapere che ne pensi.

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  2. Baylee ha detto:

    Ciao! ^^ Di Israel Singer ho letto “A oriente del giardino dell’Eden” e prima o poi leggerò anche “I fratelli Ashkenazi” perché il primo mi è piaciuto davvero molto.
    Se non hai già risolto il problema della immagini, credo che tu debba andare in Amministrazione -> Media -> Modifica (sotto a ciascuna immagine) -> Modifica Immagine. Lì c’è la possibilità di scalare l’immagine o ripristinarla…

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