La valle dell’Eden di John Steinbeck.

“All’inizio siamo navi inaffondabili. Poi ci succedono delle cose: ci perdiamo, ci facciamo male. E lo scafo comincia a creparsi. Ma una volta che lo scafo va in pezzi, la luce entra ed esce, ed è solo in quei momenti che vediamo davvero noi stessi, e gli altri.”

 

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Consigli di lettura. Anche se siete tra coloro che leggono un solo libro all’anno e quindi la lettura non è il vostro passatempo preferito vorrei consigliarvi il vostro libro del 2016. Per voi e per tutti i lettori consiglio di leggere La valle dell’Eden di John Steinbeck. Lo consiglio per una semplice ragione: questo libro contiene una parola, una sola, singola parola, che ha il potere di trasformare completamente la vita di ogni essere umano. Chi scopre quell’unica parola, potente motore della vita, scopre di essere Re o Regina del proprio mondo, unico sovrano al comando della propria vita.

La trama in breve. La valle dell’Eden è la storia intrecciata di due famiglie gli Hamilton, progenie di Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda, e  dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi. La vicenda percorre 50 anni di storia americana attraverso tre generazioni, una poderosa riflessione sul mito di Caino e Abele, cerca nei figli vizi e virtù dei padri.

Il libro, ma …quale libro? è fondamentale che vi procuriate il libro, perchè la storia va letta tutta dalla prima all’ultima pagina. Steinbeck l’ha scritto nel 1955 – sessantun anni fa – con una scrittura semplice e piena. Avete presente quelle cascate che si trovano in natura? un muro d’acqua corrente? Così semplice, naturale, ma piene di forza e vita? Steinbeck scrive così. Purtroppo sono circolate in Italia delle brutte traduzioni che non hanno fatto apprezzare il romanzo: consiglio la traduzione del 2014 di Anna Tagliavini, pubblicata da Bompiani perchè non è tagliato e riproduce fedelmente la scrittura di Steinbeck semplice, piena di vita, potente e fresca.cover

 

 

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Il film con James Dean. Forse alcuni di voi avranno visto o conosceranno il famoso film con James Dean, La valle dell’Eden (East of Eden, USA, 1955).  Il film valse un Oscar a J. Van Fleet nella parte della madre e le nomination come Miglior Attore a James Dean, Miglior Regista a Kazan e Miglior Sceneggiatura a Paul Osborne. Il regista vinse anche il premio di categoria al Festival di Cannes e la pellicola si aggiudicò il Golden Globe. Bravi. Ora dimenticatevelo perchè nel film viene raccontata solo una parte (circa 200 pagine) della storia narrata nel libro (circa 600 pagine in tutto). Nel film mancano  alcuni personaggi chiave per esempio Lee, un cinese, domestico-filosofo che ha un ruolo centrale nel rapporto tra i due fratelli protagonisti.

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Perché Steinbeck. Steinbeck racconta, in In viaggio con Charlie, di come il nome di un’oscura cittadina del North Dakota gli abbia sempre causato una risonanza interna; prendendo una cartina degli Stati Uniti e piegandola in due, margine orientale contro margine occidentale, e poi passando l’unghia sulla piega, al centro c’è questo posto, il cui nome va perso, a lungo andare, proprio per via della piegatura: è Fargo, a cui i fratelli Cohen dedicarono nel 1996 un film indimenticabile. Maestro della scrittura semplice e piena e Premio Nobel Steinbeck ha ispirato generazioni di registi, intellettuali e scrittori americani minori. Da John Williams (Stoner) a Richard Yates (Revolutionary Road) questi e molti altri si sono ispirati a lui hanno cercato ispirazione nella sua potenza e nella capacità espressiva nella scrittura e nei temi affrontati.

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Il cuore del libro. Siamo in grado di affrontare tutto il male che ci viene fatto – consapevolmente o inconsapevolmente- dalle persone che amiamo? Siamo in grado di sopravvivere al male? Siamo in grado di affrontare l’incomunicabilità dell’amore? Possiamo gestire sensibilità diverse dalla nostra che ci feriscono senza volerlo fare, ma solo perchè sono diverse e, quando aprono bocca, si conficcano come uno spigolo nello stinco di chi, disattento, inciampa contro lo spigolo del letto? Puoi liberarti dell’eredità dei tuoi genitori, delle tue radici? Puoi estirpare il male che ti trovi dentro come un gene? Steinbeck dice di sì e lo fa in modo potente, usando una sola parola. (per sapere qual è dovete leggere il libro)

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Un approccio positivo alla vita nonostante le inevitabili difficoltà. Steinbeck scrive “Non siamo noi a fare il viaggio; è il viaggio che fa noi”: significa che tutti noi inizialmente siamo persone forti, fin quando non accade qualcosa di profondo tale da plasmare il nostro carattere e il nostro modo di affrontare le cose. Spesso gli avvenimenti che ci cambiano sono del tutto inaspettati e lasciano con l’amaro in bocca, ci investono e non riusciamo ad alzare mura per difenderci dal male che arriva. Dunque cambia drasticamente il modo di concepire le cose, cominciamo a vedere il bicchiere sempre meno pieno, fino a vederlo completamente vuoto. La positività ci permette di essere più forti di qualsiasi avversità: ci sussurra di non mollare, di combattere e di tornare a sorridere a testa alta, mettendo da parte le cose brutte che ci accadono.
La nostra positività tende ad affievolirsi davanti agli inconvenienti della vita, davanti a cose che solo con le nostre forze non siamo in grado di affrontare; nonostante ciò, la positività che c’è in ognuno di noi non muore mai del tutto. Resta nascosta in un angolo nei momenti bui, quasi come se giocasse a nascondino, e aspetta solo di uscire fuori quando siamo pronti a rialzarci da una brutta caduta. La positività nascosta in tutti noi che ci permette, inconsciamente, di andare avanti e non arrenderci alle prime difficoltà. Credo che speranza e positività siano strettamente legate: la speranza ci invoglia a vivere, la positività al vivere al meglio i nostri giorni.

 

 

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Se vuoi scrivimi alessandra.pagani chiocciola gmail.com rispondo con calma ma rispondo sempre 🙂

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Stefano ha detto:

    grazie, bel suggerimento!

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    1. Una lettrice ha detto:

      ciao stefano, grazie a te per leggermi sempre. 🙂

      Mi piace

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