Intervista 4. Marianna e La Lunigiana

“Tragge Marte vapor di Val di Magra / ch’è di torbidi nuvoli involuto” (XXIV, 144-46)

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1.La Lunigiana è la terra da cui provieni. La Lunigiana è sconosciuta ai lettori del mio blog: quasi nessuno sa dove è, cos’è e perché c’è. Io ho la Lunigiana nel cuore: anche se ci ho vissuto solo per quattro anni è il luogo in cui ci sono le mie origini e ho a cuore la missione di far conoscere la Lunigiana a chi, sventuratamente, non sapesse cosa è e dove è. Quindi aiutami, come presenteresti questa terra a lettori appassionati di libri? Potrei fare la nerd e partire con l’etimologia, l’antica città romana di Luni (l’area archeologica e il Museo sono certamente una visita che suggerisco a tutti) alla quale la Lunigiana deve il suo nome, o potrei parlarvi delle Statue stele lunigianesi, antiche sculture preistoriche la cui funzione resta ancora avvolta nel mistero e che costituiscono il fenomeno megalitico più esteso d’Europa (raccolte nel fantastico Museo delle Statue stele Lunigianesi, nel castello del Piagnaro a Pontremoli, recentemente restaurato). Da italianista non posso non citare Guido Cavalcanti che in Lunigiana è stato esiliato e dove ha scritto la famosa Perch’i’ no spero di tornar giammai (https://it.wikisource.org/wiki/Rime_(Cavalcanti)/Perch%27i%27_no_spero_di_tornar_giammai), o Dante ospite dei Malaspina (http://www.lavitadidante.it/13-dante-in-lunigiana/). La Lunigiana, detta anche Val di Magra, viene menzionata più volte nella Commedia (Purgatorio VIII, 109-132, Inferno XXIV 145) e nel Decameron di Boccaccio (I, 4; II, 6); nel XV secolo Fivizzano è stato uno dei primi centri di diffusione della stampa, grazie all’opera di Jacopo da Fivizzano (consiglio ovviamente una visita al Museo della Stampa “Jacopo da Fivizzano”). La valle è costellata da più di cento castelli e antichi borghi come il castello di Malgrate,  quello di Lusuolo, la Brunella di Aulla, il forte di Sarzanello e la fortezza di Firmafede a Sarzana, il castello di Fosdinovo o Castel dell’aquila (per una lista dei castelli: http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellilunigiana.php; borghi: http://www.terredilunigiana.com/borghi.php; pievi e chiese http://www.terredilunigiana.com/chiese.php).

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Ma al di là dei libri o dell’arte la Lunigiana è una terra unica; sui suoi confini geografici si è discusso a lungo, io ho raccolto quello che so in materia qui (https://invillafranca.wordpress.com/la-lunigiana/lunigiana-definizione-e-storia/) di certo è un pezzo di Toscana che Toscana non è, non è toscano l’accento (un misto di ligure ed emiliano), né la geografia (montagne, le Alpi Apuane invece delle colline e dei campi di grano del Chianti o del senese), né l’architettura (il sas so al posto del mattone). Una terra che è un po’ Emilia (nel dialetto) e un po’ Liguria (nella cucina), tra le montagne e il mare.

Una terra per molti aspetti ancora incontaminata fuori dalle rotte turistiche. 

TURISMO IN  LUNIGIANA Consiglierei un viaggio in Lunigiana a chi vuole immergersi nella natura, ai camminatori (ci passa la Francigena e si può scegliere tra una grande varietà di possibili rotte e percorsi), agli appassionati di escursioni (ci sono itinerari sulle Alpi Apuane, attraverso le cave di marmo di Carrara, lungo il canyon, sì ho detto canyon, degli Stretti di Giaredo), agli stranieri che vogliono vedere un pezzo di vera Italia. A chi vuole la rilassarsi in campagna, ma vuole anche l’arte, a chi vuole fare una camminata in montagna, ma non disdegna il mare (45 min di macchina da Marinella di Sarzana e dalla Versilia, mezz’ora di macchina da La Spezia e dalle Cinque terre).Alcuni itinerari sono qui:  http://www.farfalleincammino.org/

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CUCINA LUNIGIANESE, NATURALE E GUSTOSA. A chi vuole provare una cucina davvero diversa dal solito, che era fusion prima che fosse mainstream, una cucina nata povera ma che ora è da ricchi, con la pasta fresca di farina di castagne, gli sgabèi, i panigacci, i testaroli al pesto o al sugo di funghi, le torte salate, in primis la mitica torta d’erbi (per farvi un’idea, ma solo una vaga idea, potete dare un’occhiata qui https://invillafranca.wordpress.com/la-lunigiana/lunigiana-cucina/).

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2.Lunigiana per gli amanti dei libri! Parliamo del premio Bancarella?
In un blog dedicato alla lettura non si può non parlare del premio Bancarella. La Lunigiana è sempre stata una terra di emigranti e in particolare di bàrsan, il termine dialettale usato per indicare i venditori ambulanti, che, dall’inizio del secolo scorso, partivano a piedi o con mezzi di fortuna, con un cesto, una cassettina attaccata alla bicicletta o un carretto per vendere oltreappennino piccoli articoli di toeletta (sapone, lamette, spille da balia) o biancheria (sul tema si può vedere il libro della prof. Adriana Dadà, originaria di Bagnone http://www.museoarchiviodellamemoria.it/pdf-new/libro_le_barsane_ok.pdf)

 

Via_Francigena_Sarzana_Paolo_Maggiani_03_1Molti lunigianesi andavano in barsana e molti forestieri che sentono questa espressione pensano che si tratti di un luogo. I pontremolesi nelle gerle portavano i libri. Molti barsàn pontremolesi hanno fatto carriera, aprendo librerie in tutto il nord Italia. Nel 1953 a Mulazzo un gruppo di librai ha istituito il premio Bancarella, così chiamato proprio per ricordare la bancarella del mercato dalla quale molti di loro erano partiti. Il premio è stato poi trasferito a Pontremoli, città del libro, dove si tiene tutt’ora. Il primo premiato Hemingway per Il vecchio è il mare, nel 1953, seguito da Guareschi nel 1954, perché i librai, si sa, hanno occhio.

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3.Il primo libro letto da bambina Bip bip girandolip, che conoscevo a memoria, e, da brava Sheldon Cooper ante litteram, se quando me lo leggevano saltavano una frase li facevo ricominciare da capo.  Ma quello me lo leggevano (avevo 3 anni) vale? Che io ricordi il primo libro che ho letto, all’epoca delle elementari è stato Il diario di Anna Frank. Allegria eh? Lo so.DSC_0035b

5.Per rimanere in tema Lunigiana sei editor del libro Villafranca in Lunigiana, ci racconti cosa c’è alle spalle di questo progetto?Il progetto parte dalla Sardegna, dove Biblioteca di Sardegna, un centro di studio e ricerca, ha lanciato il progetto Fototeca di Sardegna, per la raccolta e  catalogazione di materiali fotografici d’epoca. Un piccolo esercito di curatrici ha raccolto oltre 180.000 immagini confluite nell’archivio “Memoria locale” e pubblicando, con la collaborazione di Editoriale Documenta, 270 volumi, uno per ogni comune dell’isola, parte della collana “Atlante Sardo”. A impresa compiuta le nostre eroine sono partite alla volta della Toscana. La collana “Atlante toscano” conta al momento 7 volumi, per altrettanti comuni, ognuno presentato con una mostra fotografica. Tra questi Bagnone e Villafranca in Lunigiana. La mia amica Chiara Beni, storica dell’arte e curatrice di “In Massa Marittima”, mi ha parlato del progetto ed eccoci qui. Siamo alla prima ristampa, e abbiamo all’attivo 5 allestimenti della mostra e altri a venire. Seguite la pagina Facebook In Villafranca in Lunigiana per tutti gli aggiornamenti https://www.facebook.com/invillafranca/?fref=photoCopertina In Villafranca

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5.L’ultimo libro letto o in lettura? Sono al terzo volume de L’amica geniale di Elena Ferrante. L’ho scoperta anni fa e l’ho subito amata. Tra l’altro è la moda accademica del momento… fuori dall’Italia ovviamente

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6.Come è stata l’esperienza di Editor? Come è stato “fare un libro?”

Come ho scritto nel blog fare un libro è fatica. E’ spesso un lavoro più manuale di quanto si pensi. Nel caso specifico poi, cercare vecchie foto spesso significa mettere le mani in scatoloni polverosi, cercare in soffitte ecantine, fare milioni di scansioni, stampe, copie. Fortunatamente significa anche incontrare tante persone e tante storie, non solo prelevare delle foto e restituirle ma farsele raccontare, ascoltare e raccogliere storie di tempi andati, maneggiarle con cura, raccontarle cercando di non sciuparle per poterle tramandare a chi non le ascolterò dalle voci dei protagonisti. Una grande esperienza umana quindi, e la consapevolezza di aver contribuito alla conservazione di un pezzo di storia locale.

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  1. Il libro che hai regalato di più in vita tua. Quale è e perchè l’hai regalato.

Credo di non aver mai regalato lo stesso libro più volte. La mia mamma, alla quale è praticamente impossibile fare un regalo visti i suoi gusti difficili (“uh bella quella borsa!” “è di pitone signora, costa 2000€”), è la persona alla quale ho regalato più libri in assoluto. Tra gli ultimi The help e La notte… l’attesa del cantautore Salvatore Adamo. Confesso che li ho scelti unicamente perché “mi ispiravano” senza averli letti prima. Ma a quanto pare sono stati scelte azzeccare. Qualche anno fa invece, dopo averli letti, ho regalato a un’amica Rossovermiglio di Benedetta Cibrario e a un’altra Nel nome della madre di Erri de Luca perché mi pareva ben si adattassero alle personalità delle riceventi.

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Volete un post”un weekend in lunigiana, cosa vedere, cosa fare?” Se sì, scrivetemelo nei commenti.

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