Due di Irène Némirovsky

7d6d8bbcf6c0aca95742164f2473cb72Irène Némirovsky sa scrivere. Grazie alle splendide atmosfere dipinte dalla scrittrice, fin dalle prime righe il lettore si trova proprio a Parigi, alla fine della prima guerra mondiale, nei ruggenti anni 20, spettatore dell’amoreggiare nelle notti primaverile dei protagonisti del libro. Sa scrivere Némirovsky ma ogni tanto mi sono sentita infastidita da una frase ad effetto, quelle belle frasi cesellate che al liceo avrei sottolineato e riportato sul diario.

Per esempio:

“Spesso l’amore non è che il ricordo di un istante d’amore”.

Oppure:  

Si baciavano. Erano giovani. I baci nascono in modo così naturale sulle labbra di una ragazza di vent’anni! Non è amore, è un gioco: non si insegue la felicità, ma un attimo di piacere. Il cuore non desidera ancora niente: è stato colmato d’amore durante l’infanzia, saziato di affetto. Che taccia, adesso. Che dorma! Che lo si dimentichi!

Dopo le prime pagine ho pensato: la Irène Némirovsky è un alessandrobaricco ma scrive in francese.

Da giovani, in certi momenti in cui la felicità arriva al punto più alto, quasi doloroso, si è al tempo stesso attori e spettatori – spettatori inebriati, innamorati di se stessi.

ImagePerò qualcosa – non la trama, che è molto semplice  – ma l’abilità nel tratteggiare l’emozione dell’amore declinata nelle varie fasi della vita, lei che è morta giovanissima – mi incuriosiva e mi ha spinto ad andare avanti. Quasi subito – all’inizio del romanzo – i protagonisti si fanno una domanda che sarà il filo conduttore di tutto il libro:

Come avveniva, nell’unione coniugale, il passaggio dall’amore all’amicizia?Quando si cessava di tormentarsi l’un l’altro per volersi finalmente bene?

Il talento e l’acume della scrittrice descrivono l’inizio dell’amore e la sua trasformazione con l’avanzare del tempo e il passaggio nell’età adulta.Non concordo con quelli che definiscono il libro cinico o spietato, cos’è l’amore di coppia se non la capacità di diventare mano a mano che la vita avanza non due ma un’unica persona?

Un marito e una moglie non vedono i lineamenti l’uno dell’altro, non compiono quel lavoro mentale che consiste nel paragonare di continuo l’immagine rimasta nella memoria e quella che hanno davanti agli occchi in quel preciso momento. Guardano il sorriso e non il disegno della bocca, l’espressione e non la forma degli occhi, e questo per dieci, quindici anni…Poi, a un tratto, una sera, una sera come le altre, lui legge, lei cuce, e uno dei due alza gli occhi; l’altro, sentendo quello sguardo su di sè forse domanderà:” Che c’è? Che hai?”. Il primo risponderà: “Niente”, oppure “ti amo”, o qualcosa di altrettanto automatico, ma in realtà, per un attimo, l’uomo o la donna hanno realmente visto, e a volte hanno dovuto fare un impercettibile sforzo, per riconoscerlo, il volto di chi condivide con loro la vita.

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Pendolante ha detto:

    Non ho ancora letto tutto della Nemirovsky e questo mi manca, ma sottolineo amcora

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  2. LeDueNellie ha detto:

    Ho letto molti libri della Nemirovsky e posso confermare che ogni sua opera è uno scavare nell’animo umano tanto da lasciare spiazzato qualsiasi lettore, soprattutto se lo stesso immagina la giovane età della scrittrice ai tempi della stesura delle sue opere. Le frasi alla Baricco (mi piace tantissimo questo riferimento!) lo si perdona con la chiarezza e la minuziosità delle descrizioni dei sentimenti dei protagonisti.

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