100 classici per un giovane lettore: iniziamo dall’Arte di Amare

Ciao Alessandra,
ogni tanto riesco a leggere il tuo blog e devo dire che mi piace il modo d’esprimerti e scrivere di quello che trovi nei libri. Vista l’enorme quantità di libri da te letti, dando un’occhiata ai miei ultimi 5 libri, sapresti consigliarmene qualcuno? Ovviamente un classico. Grazie. Luigi.

ciao Luigi,

la tua e-mail mi offre l’occasione di citare qualche classico che ho molto amato e di parlarne senza sembrare una vecchia e pedante signora. Per prima cosa vorrei definire cosa significa “classico”  (Paragrafo 1), poi ti consiglio un libro di 2000 anni fa e ti introduco alla lettura (Paragrafo 2)  e infine ho riportato la lista dei 100 classici consigliati da aNobii.com (Paragrafo 3) così hai altre alternative e scoprirai anche quale sarà il prossimo libro di cui parlerò.

1.COS’È UN CLASSICO 

Rubiamo la definizione di classico a Italo Calvino che nel libro Perché leggere i classici (Oscar Mondadori, Milano 1995) fa un bel punto elenco:

1. I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «Sto rileggendo…» e mai «Sto leggendo…»
2. Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
3. I classici sono libri che esercitano un’influenza particolare sia quando s’impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale.
4. D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima.
5. D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura.
6. Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
7. I classici sono quei libri che ci arrivano portando su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostrae dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato (o più semplicemente nel linguaggio o nel costume).
8. Un classico è un’opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso.
9. I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire,tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti.
10. Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell’universo, al pari degli antichi talismani.
11. Il «tuo» classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui.
12. Un classico è un libro che viene prima di altri classici; ma chi ha letto prima gli altri e poi legge quello,riconosce subito il suo posto nella genealogia.
13. È classico ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno.
14. È classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l’attualità più incompatibile fa da padrona.

Il testo integrale di Calvino è qui 

Il mio punto preferito della lista è il numero 6:  Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire, ma mi piacciono anche il punto 9 e il punto 10.

Nella mia esperienza di lettrice ho trovato riscontro in tutti i 14 punti. Avevo già parlato dei classici qui , leggere i classici ci mostra che – per quanto la tecnologia, il progresso etc  – non impariamo mai niente dalla storia.  Secondo me l’atteggiamento giusto per leggere un classico è la curiosità: nel corso dei secoli, si presentano gli stessi eventi e gli stessi problemi l’uomo  li risolve con creatività: sbagliando sempre in modi diversi, provando gli stessi sentimenti di oggi.

2. IL LIBRO CHE TI CONSIGLIO È L’ARTE AMATORIA DI OVIDIO

downloadHo visto, nella tua libreria di aNobii.com, che ultimamente hai letto Uno, nessuno, centomila di Pirandello, la Coscienza di Zeno, i Malavoglia. Sono libri relativamente recenti e ho pensato di farti fare un salto temporale di 2000 anni, consigliandoti un libro che non ti verrebbe mai in mente di leggere: L’arte amatoria di Ovidio. (che si chiama per esteso Publio Ovidio Nasone, detto, per comodità Ovidio. Il che è un peccato perchè io l’avrei chiamato più volentieri Nasone. Cosa leggi? Nasone.)

DI COSA PARLA: Il libro spiega come rimorchiare donne, uomini (e animali mitologici!) alternando veri e propri consigli pratici a digressioni mitologiche, a descrizioni di eroi dell’epoca.

Sono tre capitoli, chiamati libri: quindi il libro che si compra è uno solo, ma all’interno è diviso in tre: l’arte di amare, come curar l’amore e l’arte del trucco.

I primi due libri spiegano come un uomo debba approcciare una ragazza seria – magari già sposata –  e come provarci con quella un po’ più sgalletata, mettendo a setaccio le strategie provate da Ovidio – testate personalemente –  per il suo pubblico. Ci sono consigli pratici attuali ancora oggi: un uomo deve essere rasato, pulito, gentile e insistente, una ragazza deve valorizzare le sue parti del corpo più belle, non deve essere troppo truccata, deve essere pulita, ingioiellata, non rompere troppo le scatole e non deve fare il primo passo.

Il secondo libro spiega come mantenere in vita la fiamma: Ovidio spiega che a letto ci sono uomo e donna e devono godere tutti e due, e, infine, spiega come troncare un rapporto. Si dileggia anche nel consigliare agli uomini “una cavalcata con una vecchia cerva” che a volte è migliore di “una giovane puledra” oppure consiglia “non disdegnate una servetta”. Insomma, spassoso e attuale.

 

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2000 ANNI FA: Gli anni in cui è ambientato questo libro sono caratterizzati da una certa austerità. Dopo anni di casini di ogni genere – leggi: problemi di giustizia, economici, guerre civili che avevano portato la gente a girare armata –  salì al trono l’imperatore Augusto, uno che, con mano ferma, fece moltissime riforme in ogni campo, ristabilendo l’ordine civile e morale: ridusse il numero dei politici, fece riforme sulle carceri e anche una spending review. Se guardi i titoli dei i giornali queste cose ti suoneranno familiari. Augusto richiede alla società romana dell’epoca di comportarsi correttamente e di dedicare la propria vita al lavoro, alla famiglia, ai valori concreti, di fare sacrifici economici etc. L’epoca di Augusto fu molto austera ecco perchè il fatto di aver scritto questo libro, l’Ars Amatoria, costerà a Ovidio l’esilio: il gioco amoroso, le schermaglie tra uomo e donna, la sessualità fluida e libera non si sposavano per niente con le riforme di austerity dell’epoca.

I giovani uomini della Roma bene sono affermati professionisti – avvocati, medici, senatori – si sono sposati giovani e fanno molta vita mondana: feste, cene, passeggiate al Foro durante le quali incontrano giovani belle donne mondane quanto loro. Ovidio – Ovidio inteso come persona che viveva a Roma e usciva, beveva, ballava e banchettava con il bel mondo –  era molto amato dai giovani professionisti della Roma bene dell’epoca. Gli uomini si chiedono e chiedono al poeta tanto amato: come rimorchiare tutte queste belle donne? Ovidio scrive per loro questo “manuale” e racconta l’amore come un gioco, una continua schermaglia maliziosa tra i due sessi, una battaglia dolce e piccante nella quale ogni arma – anche un po’ illecita – è permessa.

UNA CITAZIONE: La mia parte preferita – perchè mi sembra che oggi si sia persa –  e’ quella nel quale il poeta spiega agli uomini che l’insistenza è una cosa buona quando è accompagnata da una ferma e forte gentilezza. Dice Ovidio:

Ingannate queste ingannatrici prima che loro vi ingannino.

Se non vogliono baciarvi, voi insistete.

Puo’ darsi che lei ai rifiuti e allora questi baci, tu, uomo, prendili a forza.

COME È SCRITTO: Troverai magari un po’ di difficoltà nel leggere i versi: beh, prenditela calma per le prime pagine, poi vedrai che ti piacerà. Leggere i versi non è più difficile che leggere Andrea Camilleri se non sei siciliano. Quando sei nata in piemonte, sei di origine toscana e vivi a Milano da 15 anni, come me, le prime pagine di Camilleri sono davvero faticose: farcisce i testi di espressioni siciliane, scritte in siciliano frasi incomprensibili all’inizio che poi acquistano significato e si riempiono di bellezza.

 

 

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3- i 100 classici da leggere secondo i lettori di aNobii.com

Se l’Arte amatoria non ti ha convinto ecco qui la lista dei 100 classici da leggere secondo i lettori di anobii.com. Di questi, tanto per rimanere in tema di gente vissuta circa 2000 anni fa, ti vorrei parlare anche del Satyricon di Petronio, spassoso e sensuale,  ma prima scriverò un post sul libro che più mi ha colpito dall’inizio del 2014:  Furore, di Steinbeck. Questo sarà il mio prossimo post.

1984 (George Orwell)
Al faro (Virginia Woolf)
Alice nel Paese delle Meraviglie (L. Carroll)
Alla Ricerca del Tempo Perduto (M. Proust)
Amleto (W. Shakespeare)
Anna Karenina (L. Tolstoj)
Antologia di Spoon River (E.L. Masters)
Aspettando Godot (Samuel Beckett)
Auto da Fé (E. Canetti)
Bel-Ami (Guy de Maupassant)
Cent’Anni di Solitudine (G. G. Marquez)
Cime Tempestose (E. Brontë)
Cuore di Tenebra (J. Conrad)
David Copperfield (C. Dickens)
Decameron (Boccaccio)
Delitto e Castigo (F. Dostoevskij)
Dieci Piccoli Indiani (A. Christie)
Don Chisciotte della Mancia (M. de Cervantes)
Elogio della Follia (E. da Rotterdam)
Eneide (Virgilio)
Fahrenheit 451 (Ray Bradbury)
Fondazione – Quadrilogia Completa (I. Asimov)
Frankenstein (M. Shelley)
Furore (J. Steinbeck)
Gente di Dublino (J. Joyce)
Giro di Vite (H. James)
Guerra e Pace (L. Tolstoj)
I Canti (G. Leopardi)
I Demòni (F. Dostoevskij)
I Dolori del giovane Werther (J. W. Goethe)
I Fiori Blu (R. Queneau)
I Fiori del Male (C. Baudelaire)
I Fratelli Karamazov (F. Dostoevskij)
I Miserabili (Victor Hugo)
I Nostri Antenati (I. Calvino)
I Promessi Sposi (A. Manzoni)
I Quattro Libri delle Piccole Donne (L.M. Alcott)
Il Conte di Montecristo (A. Dumas)
Il Deserto dei Tartari (D. Buzzati)
Il Dottor Živago (B. Pasternak)
Il Gattopardo (G. Tomasi di Lampedusa)
Il Giovane Holden (J.D. Salinger)
Il Grande Gatsby (F.S. Fitzgerald)
Il Libro dell’Inquietudine (F. Pessoa)
Il Maestro e Margherita (M. Bulgakov)
Il Mondo secondo Garp (J. Irving)
Il Nome della Rosa (U. Eco)
Il Piccolo Principe (A. de Saint-Exupery)
Il Processo (F. Kafka)
Il Ritratto di Dorian Gray (O. Wilde)
Il Rosso e il Nero (Stendhal)
Il Signore degli Anelli (J.R.R. Tolkien)
Il Signore delle Mosche (W. Golding)
Il Vecchio e il Mare (E. Hemingway)
Jane Eyre (C. Brontë)
La Coscienza di Zeno (I. Svevo)
La Divina Commedia (D. Alighieri)
La Donna in bianco (W. Collins)
La Fattoria degli Animali (G. Orwell)
La Fiera della Vanità (W. Thackeray)
La Montagna Incantata (T. Mann)
La Storia (E. Morante)
La Versione di Barney (M. Richler)
L’Aleph (J.L. Borges)
Le Affinità Elettive (J.W. Goethe)
Le Anime Morte (Nikolaj V. Gogol)
Le Avventure di Huckleberry Finn (M. Twain)
L’Idiota (Fëdor Dostoevskij)
L’Iliade (Omero)
Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde (R.L.Stevenson)
Lolita (V. Nabokov)
L’Orlando Furioso (L. Ariosto)
Madame Bovary (Gustave Flaubert)
Maschere Nude (L. Pirandello)
Mattatoio n.5 (K. Vonnegut)
Memorie di Adriano (M. Yourcenar)
Menzogna e Sortilegio (E. Morante)
Moby Dick (H. Melville)
Narciso e Boccadoro (H. Hesse)
Notre Dame de Paris (V. Hugo)
Novelle per un Anno (L. Pirandello)
Odissea (Omero)
Opinioni di un Clown (Heinrich Böll)
Orgoglio e Pregiudizio (J. Austen)
Ossi di Seppia (E. Montale)
Pastorale Americana (P. Roth)
Pinocchio (Collodi)
Q. (Luther Blissett)
Riccardo III (W. Shakespeare)
Satyricon (Petronio Arbitro)
Se questo è un uomo (P. Levi)
Suite Francese (I. Nemirovsky)
Trilogia (S. Beckett)
Trilogia della Città di K. (A. Kristof)
Ulisse (J. Joyce)
Una Vita (Guy de Maupassant)
Uno, nessuno, centomila (L. Pirandello)
Viaggio al Centro della Terra (J. Verne)
Viaggio al Termine della Notte (L.F. Céline)
Vita e Destino (V. Grossman)

7 Comments Add yours

  1. Simone ha detto:

    Ho trovato il Satyticon molto più fruibile dell’arte di amare: sarà che ho poca pazienza a anche di Camilleri non sono mai riuscito a digerire quasi nulla.
    Furore invece è un libro decisamente hors catégorie…

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  2. gaetano ha detto:

    non c’e’ male, ne ho letto ventitre’..qualcuno , come la suite francese , suggerito da te.
    Quello che amo , quando leggo un libro, è poterlo condividere con chi ritengo che sia all’altezza. Non è snobismo, è nutrimento. Mi manca tanto non p. leggere.

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  3. Alessandra ha detto:

    Ovidio forse non mi attrae, anche se il tuo articolo stuzzica la curiosità, però aspetto con interesse le tue opinioni su Steinbeck, che è da tempo sulla mia lista desideri… 😉

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    1. Una lettrice ha detto:

      lo scrivo a breve, promesso!

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