Libertà! Tre libri su New York e il criterio del lettore (in numero di pagine).

new yorkLibertà, scritto maiuscolo e con il punto subito dopo, è la prima parola della prima pagina di New York, un romanzo storico di Rutherfurd Edward. Nell’incipit lo scrittore ha sintetizzato il sentimento simbolo di New York: la città che apre tutte le porte ai sogni di chi vuole una vita migliore.  Questo autore fa un lavoro bellissimo: per qualche anno si documenta a fondo sulla storia di una città – dalle origini ai giorni nostri – poi crea una trama formata da una parte dagli eventi storici e dall’altra dalla vita di famiglie – inventate da lui – le cui generazioni vivono nei secoli. Rutherfurd romanza la storia e ce la fa rivivere attraverso amori, battaglie e narrazione della quotidianità dei protagonisti.  Dalla metà del Seicento – quando New York si chiamava ancora Nuova Amsterdam ed era soltanto una piccola colonia olandese – alla moderna metropoli dei grattacieli, Edward Rutherfurd ricostruisce il mito in quasi quattro secoli di storia,. Inizia con i commerci con le tribù indiane – una delle parti che mi è piaciuta di più – per proseguire con la  dominazione inglese (dalla Rivoluzione alla Guerra civile). Poi il racconto si snoda raccontando gli  immigrati che sbarcavano a Ellis Island tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento per percorrere  – un po’ velocemente a dire il vero – gli  anni Venti, il crollo della Borsa nel 1929 alle guerre mondiali, fino alla tragedia dell’11 settembre.

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L’altro libro che ho letto di  Rutherfurd si chiama London e ripercorre la storia della città dalla conquista romana ad oggi. Mi era piaciuto quasi più di New york ma forse perché subisco più il fascino di Londra e della vecchia Europa. In ogni caso, se piacciono i romanzi storici e se non avete paura di affrontare libri con molte pagine, li consiglio entrambi.

New York e London sono due libri che ho amato e che consiglio ma potrebbero non fare al caso vostro.

Perché?

Per il criterio della scelta del lettore sulla base del numero di pagine di un libro.

Quando frequentavo il gruppo di lettura di Milano – formato da un gruppo di lettori forti, persone che leggono almeno 2 libri al mese – mi aveva colpito constatare che il criterio di scelta di alcuni libri fosse dettato dal numero di pagine del libro stesso.

Cioè: a parità di autore, di argomento, di periodo storico, molte  persone  preferivano leggere libri con un ridotto numero di pagine.

La necessità di avere libri brevi deriva sia da una mancanza di tempo:  il tempo per leggere non è mai abbastanza per nessuno, a volte si legge alla sera tardi prima di dormire, cioè quando sì è già stanchi e provati da una giornata lavorativa o, qui a Milano, c’è l’abitudine abbastanza diffusa di leggere sui mezzi pubblici, al mattino tra le 8 e le 9 e alla sera all’orario di rientro. La ricerca di libri con un contenuto numero di pagine deriva anche dalla voglia di voler iniziare e concludere il libro in un lasso di tempo ragionevole.  Parlando con i miei compagni di lettura notavo spesso l’insofferenza di portare avanti un libro per interi mesi con il rischio di perdere il filo del discorso. Inoltre alcuni avevano una vera e propria insofferenza per il peso dei libri con molte pagine, ed altri, semplicemente si annoiavano. Esistono però anche gli amanti dei libroni. Non poche persone mi hanno chiesto di consigliare dei libri dal numero di pagine importante. Sia perché hanno la voglia di occupare lunghe ore di viaggio o lunghe sere d’inverno o magari amano chiudere tutto il mondo fuori ed immergersi pienamente nell’atmosfera di un romanzo e passare, al contrario, un po’ di settimane in compagnia della storia.

vorrei quindi proporre due alternative di libri su New York a basso numero di pagine a tutti coloro che non se la sentono di affrontare le 984 pagine di New York di Rutherfurd. 

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3 libri su New York dalle 900 alle 100 pagine.

1 – Alternativa da 351 pagine: Molto forte incredibilmente vicino, di Johnatan Safran Foer.  Un romanzo ambientato nella New York post 11 settembre, dove Oskar, il bambino protagonista, vive una piccola odissea tra Manhattan e il Bronx, da Central Park a Ground Zero, in una città dolente e surreale dopo la morte del padre, nell’attacco alle torri gemelle. “I personaggi di Foer parlano e pensano sempre, raccontano e inventano in continuazione, non smettono mai di dare suono a un dolore di per sé così assoluto dall’essere muto.” . Il libro per me è commovente e mi ha sorpreso il modo di raccontare, attraverso i ricordi dei nonni del protagonista, tre storie in una.

2- Alternativa da 158 pagine, Le mille luci di New York, il romanzo d’esordio di Jay McInerney si apre con una frase che illustra l’intero libro ossia questa citazione:

“Come hai fatto ad andare in rovina?” chiese Bill.

“In due modi”, rispose Mike, “gradatamente prima, e poi di colpo”.

Il libro è la discesa negli inferi della New York anni 80, piena di luccichii, cocaina, velocità e stordimento del protagonista, che mollato dalla moglie, si perde nella vita sfrenata della grande mela. La scrittura, in seconda persona, aiuta a identificarsi nel protagonista e a bruciare veloce le 150 pagine del libro.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Holden ha detto:

    In quanto anch’io lettore-da-mezzi-pubblici-milanesi, la frammentazione della lettura è anche uno dei miei crucci principali… Però come sfuggire al desiderio di librone? 🙂

    Complimenti, ottimi gusti e ottimi consigli!

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    1. Una lettrice ha detto:

      grazie! beh preparerò un post di Letture da mezzi pubblici 😉

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  2. La McMusa ha detto:

    Grazie grazie grazie! Sono giusto alla ricerca di ritratti di New York in questi giorni e il tuo post è un’ottima guida. Confesso di avere il libro di Rutherfurd a casa ma di non averlo mai letto proprio perché intimorita dalla mole. Io a Torino uso la bici, non ho neanche la scusa del bus 🙂 A presto!

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    1. Una lettrice ha detto:

      Ah! magari un audiolibro per la bici è la versione ideale 😉 Grazie mille per il commento.

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      1. La McMusa ha detto:

        Che idea! Sì, ci provo!

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  3. Dede ha detto:

    Credo che la scelta del libro in base al numero di pagine avvenga nel caso in cui nessuno dei 5 libri rientri nei gusti di chi vota (eh già, bisogna scegliere un libro da una rosa di cinque e non da una libreria ricca di generi diversi). Personalmente quando sono obbligata a scegliere tra libri che probabilmente non leggerei mai, scelgo il più corto.. Non per poca voglia o mancanza di tempo, ma solo perché se il libro si rivelerà come previsto, almeno sarà breve.
    Alla prossima! 🙂

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    1. Una lettrice ha detto:

      ciao Dede, da quanto ho sentito io e da mia esperienza personale, è vero che chi legge sui mezzi pubblici non ha particolarmente voglia di leggere libroni di cui è semplice perdere il filo… quello che dici tu è giusto, quando si leggono libri selezionati da altri, il numero di pagine è un buon criterio.
      Comunque come ogni cosa riguardante la lettura, anche questo è soggettivo!

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  4. metropolis99 ha detto:

    Bruci veloce le pagine de Le mille luci di New York, ma ti rimangono strette dentro… come il profumo del pane fresco che ti avvolge ancora… e poi inizi a imparare tutto daccapo…

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