I colleghi sono persone, sì, ma fino a un certo punto.

La collega che nessuno di noi vorrebbe avere è, in primo luogo, donna. Un sondaggio svolto su un campione di conoscenti  afferma che per il 90% sono le donne a rivelarsi insopportabili sul lavoro.La collega che non vorremmo avere si classifica come insopportabile fin dal suo ingresso in ufficio, per anni esprime la sua frustrazione sorridendo amabilmente:

“no, non c’è problema, lo faccio io questo lavoro” (dovevi farlo tu, stronza),

“sì, per me va bene domani alle 5” (ecco, adesso devo spostare la ceretta!),

“certo, vado io in trasferta” (odio andare in trasferta)

ma anche personali:

“come stai bene” (sei ingrassata),

“sei stanca?” (sembri invecchiata),

“bel vestito” (ma dove pensi di essere, agli Oscar?),

“ah, l’hai fatto tu?” (si vede, è fatto male).

ImageTu la guardi e ricordi la prima cosa che hai imparato quando eri ancora una giovane stagista al primo impiego: nessuno è indispensabile nel mondo del lavoro di oggi. Nonostante ci sia un’ampia letteratura sulla cultura d’impresa che afferma che sono le persone il centro di ogni azienda la realtà è che siamo tutti un po’ numeri.


Cosa succederebbe se in un’azienda modello un giorno i dipendenti iniziassero a suicidarsi? Una lettura alternativa e pessimista dell’alienazione del mondo del lavoro ce la da Peppe Fiore con il suo libro Nessuno è indispensabile. Mi è piaciuto perché è un libro snello, scorrevole, pieno di ironia e disincanto, con un finale a sorpresa. 

 

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paolo Morelli ha detto:

    Libro delizioso e dissacrante. Nessuno è indispensabile anche in un senso più ampio, nel ciclo produttivo di un’azienda, entro certi limiti, che siamo noi o un’altra persona a lavorare, non fa molta differenza. Allora perché credere di essere il fulcro dell’intero meccanismo?

    E’ stato oggetto della mia prima recensione per Gli Amanti dei Libri, dimmi cosa ne pensi > http://www.gliamantideilibri.it/archives/13570

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    1. Una lettrice ha detto:

      ciao paolo, ho letto la tua recensione, davvero seria. Ma d’altronde sei un professionista, io sono solo una lettrice. 🙂

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      1. Paolo Morelli ha detto:

        Ma che dici! Sei più professionista tu di me. Grazie comunque 🙂

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      2. Una lettrice ha detto:

        Non nella narrativa. 🙂 Ti concedo il link qui solo perchè sei tu, sappilo.

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      3. Paolo Morelli ha detto:

        Scusa, non avevo pensato allo spam… 🙂 Grazie, come sempre ne sono onorato. 😉

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  2. traslocare ha detto:

    Articolo molto interessante di sicuro non sempre i soliti consigli triti e ritriti grazie per lo spunto.

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